Scienza dello sport: perché il riposo è parte integrante dell’allenamento

L’allenamento sportivo è la ricerca di un adattamento attraverso uno stress indotto. Tuttavia, questo processo rimane biologicamente incompleto senza una fase di riposo adeguata. Federico Schena, Professore di scienze dello sport presso l’Università di Verona e Direttore del centro di ricerca Sport, montagna e salute, analizza il legame tra riposo notturno e performance, spiegando come il corpo metabolizzi i carichi di lavoro.

“Un buon sonno è importante quasi quanto un buon allenamento”, spiega Schena. “In realtà, gli adattamenti principali avvengono proprio durante la notte: è quella la fase in cui l’organismo mette a frutto lo stress accumulato con la gara, adattandosi in positivo attraverso il meccanismo della supercompensazione”.

 

Dormire poco influisce sulla forza muscolare e annebbia i riflessi, aumentando il rischio di farsi male. “Il buon recupero garantisce il funzionamento delle capacità percettive motorie. Noi ci muoviamo perché prima leggiamo l’ambiente e poi agiamo: una risposta motoria adeguata ci preserva dall’infortunio”.

Per valutare se il sonno è stato rigenerante si può monitorare la variabilità della frequenza cardiaca, un indicatore che riflette lo stato del sistema nervoso vegetativo. Piccole variazioni tra un battito e l’altro indicano se l’organismo ha recuperato l’equilibrio dopo lo stress dell’allenamento. “La valutazione si fa appena dopo il risveglio, misurando il battito per 5-6 minuti”, spiega l’esperto.

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